Crisi e attacco di panico

Il problema ha origine nella domanda: “che cosa ti aspetti da me?”
il segreto della piena realizzazione di sé, è riuscire ad esprimere ciò che si è attraverso ciò che si fa..

e per essere davvero equilibrati e sereni è indispensabile che ciò che si fa sia realmente quello che si vuole e non quello che si aspettano o vogliono gli altri.

fin da bambini, chi più chi meno, ci modelliamo secondo l’immagine che gli altri hanno di noi, o che vorrebbero avere, o che pretendono di avere.

dapprima i nostri genitori, ma anche gli insegnanti, gli amici, e successivamente i nostri compagni di vita, i colleghi di lavoro, e, a volte, perfino perfetti     sconosciuti.

e molti crescono, si formano, si trasformano addirittura, per corrispondere a quell’immagine.

certe volte non se ne accorgono neppure, perché è così radicato nella loro personalità questo continuo bisogno di essere all’altezza di un’idea, che finisce per diventare l’idea stessa che hanno di loro.

certe altre volte, se ne accorgono e non sapendo esattamente come affrontare al meglio la situazione, che tipo di soluzione adottare, come uscirne.. in un primo memento entrano in conflitto con se stessi, poi in crisi.

e, se lo stato di crisi persiste, ecco comparire stati d’ansia che possono evolversi in veri e propri attacchi di panico.

che cosa è la crisi:

 

crisi, dal greco krisis, che tiene a krino, separo, e fig. decido (cernere), momento che separa una maniera di essere o una serie di fenomeni da altra differente, o anche piega decisiva che prende una situazione.

spec. subitaneo cangiamento in bene o in male nel corso di una malattia, da cui si giudica, si decide la guarigione o la morte. sospensione della regolarità del movimento di scambio, che costituisce il commercio.

intelligente, participio presente di intelligere, chi intende.

che ha discernimento e facoltà di bene intendere e giudicare.

non è interessante che la crisi sia giudicare un momento e prendere la decisione rispetto alla soluzione migliore da adottare e che l’intelligenza sia la facoltà di bene intendere per giudicare?

e allora la crisi diviene un momento decisivo su cui vale la pena soffermarsi per prendere la giusta e determinante decisione.. con intelligenza.

non un momento negativo, dunque, come si è solito ritenere la crisi, ma un momento che richiede la nostra vigile e consapevole presenza proprio per l’aspetto solenne e decisivo che assume.

ed io amo definirla “una benedizione divina”.. perché la considero un’opportunità per fermarmi e valutare chi sono, o meglio, chi sono diventata in virtù delle esperienze vissute, quali sono le mie passioni e le cose che mi interessano, quali progetti riescono ancora ad entusiasmarmi.. quali nuovi aspetti devo considerare… e quali accantonare definitivamente.

nella vita, procedere con il paraocchi, non aiuta a tenerci monitorati e l’incubo che potrebbe divenire realtà, potrebbe essere svegliarci scoprendo di aver vissuto la vita da lontano senza più poterla raggiungerla: invece quel giorno non dovremmo avere rimpianti, dovremmo consolarci con la consapevolezza che le scelte che abbiamo fatto sono state le nostre e non quelle che ci siamo ritrovati a fare per paura, pigrizia, abitudine o, peggio ancora, per compiacere qualcun altro.

che cosa è l’attacco di panico:

 

sei tu che resisti “contro” te stesso… lotti con tutte le tue forze per riuscire a relegare in profondità ciò che sei e che hai etichettato come “sconveniente”..

è il sopravvento dell’esterno su te stesso che innesca l’eterna lotta e quando sei stremato può accadere che la sopraffazione arrivi a paralizzarti, lo chiamo corto circuito della mente;

oppure può accadere che tu letteralmente svenga, questo lo chiamo il blackout della mente.

l’attacco di panico è la tua vera essenza che urla, che si ribella e non accetta la profondità sotto cui ti sei sepolto vivo.

è la vita che palpita dentro di te e che si rifiuta di soccombere.

quindi, in estremis, bene che ci sia!

è un sintomo, una spia che si accende per avvisarti che devi cambiare qualcosa se vuoi rimanere vivo e fedele a te stesso, è l’opportunità di decidere se continuare la vita da interprete di un copione o da regista.

o ti rassegni, o ti arrendi.

rassegnazione è interpretare il copione;

resa è vivere la vita che pulsa da dentro, è smettere di opporre resistenza e lasciare che la vita sia libera di esprimersi.

 

 MORE……..ESERCIZIO:

clicca link esercizio e stampa la pagina, poi, compila in ogni sua parte ogni volta che senti di non esserti comportato al meglio delle tue possibilità, o che semplicemente non ti ritieni soddisfatto di come hai gestito una situazione.

poi, qualche giorno dopo la compilazione, riprendi in mano il foglio e, senza giudizio, rileggi e aggiungi la voce “cosa farei oggi con il senno del poi? compila. poi chiediti se questa nuova soluzione ti soddisfa.. altrimenti riflettici su ancora un po’ finchè tornando alla voce “come ti senti, poi?” non dai una risposta che si avvicini il più possibile a “bene”!!!

ps: se proprio non ci riesci, chiamami! 

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